<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6930117256238098471</id><updated>2011-04-21T16:12:39.643-07:00</updated><title type='text'>Il calibro</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilcalibro.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcalibro.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>MarcoGirardi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14566638275563692648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://img217.imageshack.us/img217/5629/cimg0179largewc6.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>11</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6930117256238098471.post-6470729567605142018</id><published>2008-01-03T03:54:00.000-08:00</published><updated>2008-01-03T04:01:38.967-08:00</updated><title type='text'>Apostolato? Sì, grazie.</title><content type='html'>&lt;h5 class="itemtitle"&gt;Questo che leggerete è un chiaro intento d'apostolato. Fa ridere questa parola "apostolato" così pieni del pensiero laico politically correct, no? Eppure se capissimo l'importanza che ha, e che ha avuto per migliaia e migliaia di uomini queta parola, e cche continuerà aqd avere. I pericoli a cui si sono esposti gli uomini che nella loro vita hanno messo in azione questa parola, le delusioni, le gioie, la pienezza interiore che nonostante tutto l'agire sotto questa prospettiva d'apostolato può regalare. E quindi lasciatevi apostolare da "http://berlicche.splinder.com/":&lt;br /&gt;&lt;/h5&gt;&lt;h5 class="itemtitle"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h5&gt;&lt;h5 class="itemtitle"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h5&gt;&lt;h5 class="itemtitle"&gt;Il miracolo del cambiamento&lt;/h5&gt; Cambiare è molto difficile, lo sappiamo tutti. A volte quasi impossibile. Strati geologi di abitudini ci schiacciano, e noi fossilizzati in mezzo, ossa di uomini biancastre e fragili. Foss'anche una cosa semplice come andare a letto presto o smettere di mangiare cioccolato.&lt;br /&gt;Cambiare è la cosa più semplice in assoluto. La possiamo fare tutti. Ci possiamo riuscire tutti, quale che sia il nostro quoziente intellettivo, il nostro grado di istruzione, ceto sociale, età, pensiero. Basta volerlo.&lt;br /&gt;Il punto è: non vogliamo.&lt;br /&gt;E quindi, quando si cambia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ugo è un ragazzo come tanti. Veste male, non si lava molto. I capelli sembrano un cespuglio amazzonico che ospita tane di crotali. La mamma glielo dice, cambia: ma lui no. E' fatto così.&lt;br /&gt;Poi, un giorno, vede &lt;em&gt;lei&lt;/em&gt;. Lei è ordinata quanto lui è caotico. Lei è profumo di primavera.&lt;br /&gt;La mattina dopo, i capelli di Ugo fanno un'esperienza nuova, il pettine. I suoi vestiti, per quanto possibile, cominciano ad assomigliare ad abiti e non a stracci. Si è perfino lavato.&lt;br /&gt;Non è stata la mamma a spingerlo a cambiare. Non è stato un moralismo a spingerlo a cambiare. Non è stato uno sforzo. E' stato il riconoscere una presenza, una presenza che in qualche maniera cambia la sua definizione di realtà, la sua definizione di se stesso. E' stato riconoscere, o forse solo intuire, un amore. E' stato il sentirsi inadeguato a quell'amore.&lt;br /&gt;Se basta una ragazza, il suo amore piccolo e limitato a farci cambiare abitudini, pensate a quanto più potente, più definitivo è il cambiamento che porta riconoscere che il senso dell'Universo, l'Amore, l'Amore che non finisce è qui con noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto quello che vuole quest'amore è essere riconosciuto. Che ci accorgiamo di lui. E ci sussurra che è giunto, ci sussurra che è qui.&lt;br /&gt;E per essere degni di lui non ci resta che cambiare, senza sforzo, con gioia, e cominciare ad essere quello che siamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6930117256238098471-6470729567605142018?l=ilcalibro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcalibro.blogspot.com/feeds/6470729567605142018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6930117256238098471&amp;postID=6470729567605142018' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/6470729567605142018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/6470729567605142018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcalibro.blogspot.com/2008/01/apostolato-s-grazie.html' title='Apostolato? Sì, grazie.'/><author><name>MarcoGirardi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14566638275563692648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://img217.imageshack.us/img217/5629/cimg0179largewc6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6930117256238098471.post-5672876885036750661</id><published>2007-11-11T08:29:00.000-08:00</published><updated>2007-11-11T08:54:01.590-08:00</updated><title type='text'>Canto Gregoriano o Osanna Eh</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vatican.va/roman_curia/institutions_connected/sacmus/img/pubblicazioni/habant1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 158px; height: 223px;" src="http://www.vatican.va/roman_curia/institutions_connected/sacmus/img/pubblicazioni/habant1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quest'oggi mi aggiravavo nei pressi di San Canciano, quando vicino alla chiesa mi son detto andiamo dentro a fare una preghierina. Entrato mi son trovato in una bagarre, gente di tutte le età che cantava al ritmo di chitarra mentre il sacerdote portava in processione il Cristo in croce. Mi son detto che c'azzeccano le chitarre, e che c'azzecca sopratutto il ritmo e il tipo di musica con una chiesa e con il sacro? Sono purtroppo un convinto sostenitore del canto Gregoriano in chiesa o di altra musica liturgica seria, oppure del silenzio se mancano i cantori, solo in queste due opzioni vedo spazio per rendere onore al sacro. Chiediamoci se giova a qualcosa questa spinta postconciliare al chitarrismo dell'Osanna Eh.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6930117256238098471-5672876885036750661?l=ilcalibro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcalibro.blogspot.com/feeds/5672876885036750661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6930117256238098471&amp;postID=5672876885036750661' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/5672876885036750661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/5672876885036750661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcalibro.blogspot.com/2007/11/canto-gregoriano-o-osanna-eh.html' title='Canto Gregoriano o Osanna Eh'/><author><name>MarcoGirardi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14566638275563692648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://img217.imageshack.us/img217/5629/cimg0179largewc6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6930117256238098471.post-4819817109174519786</id><published>2007-11-07T01:28:00.000-08:00</published><updated>2007-11-07T01:30:07.340-08:00</updated><title type='text'>Una tazza di caffè</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sembrava impossibile che il cielo si fosse coperto con nuvoloni da pioggia così scuri da far impietrire chiunque. La mattina era stata tremendamente bella, soleggiata e serena, poi all’improvviso un vento da nord ovest era arrivato con impazienza furiosa, accompagnando a passeggio quelle nuvole fino sopra la città. Gli alberi tremavano con scossoni fragorosi, le foglie autunnali si alzavano in turbinii repentini, i cani abbaiavano all’aria quasi che fosse un avversario da aquiterare con un po’ di aggressività e paura. Un vecchio, dalla barba possente e bianca come la spuma del mare, correva proteggendo la sua testa con un giornale, presagiva la pioggia anche se ancora non c’era. Si dirigeva con passo spedito verso una porta di legno scuro con maniglie d’ottone lise, portava con se un grosso librone rilegato in pelle e liso dall’uso. Aprì la porta ed entrò in casa. La stanza era grande dieci passi per lato; librerie, zeppe di libri di ogni tipo, ad ogni lato ne facevano la tapezzeria, una stufa di metallo scuro come la pece scopiettava regalando un piacevole profumo di legna resinosa, a fianco un cestino pieno di legane&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;pigne contornava qull’angolo della stanza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il vecchio dopo due colpi di tosse, prese una caffettiera la riempì d’acqua e di caffe, e la mise sopra la stufa. &lt;/p&gt; &lt;br /&gt;(continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6930117256238098471-4819817109174519786?l=ilcalibro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcalibro.blogspot.com/feeds/4819817109174519786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6930117256238098471&amp;postID=4819817109174519786' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/4819817109174519786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/4819817109174519786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcalibro.blogspot.com/2007/11/una-tazza-di-caff.html' title='Una tazza di caffè'/><author><name>MarcoGirardi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14566638275563692648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://img217.imageshack.us/img217/5629/cimg0179largewc6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6930117256238098471.post-6800814074098884244</id><published>2007-11-02T11:37:00.001-07:00</published><updated>2007-11-02T11:52:20.999-07:00</updated><title type='text'>Kinski, il mio nemico più caro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.icine.it/images/schedefilm/kinski.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 222px; height: 324px;" src="http://www.icine.it/images/schedefilm/kinski.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Kinski, attore imprevedibile, tormentato e tremendo tormentatore, capace di urlare ininterrottamente per 48 ore per un nonnulla che scalfisse il suo egocentrismo, era capace di assorbirsi totalmente nelle fibre del personaggio che doveva impersonificare caricandolo di estreme profondità inaspettate. Mago nero, mai figurante, ma sfigurato quello sì. Un vortice di energia urlante e graffiante, sempre in bilico nella sua nevrosi. Perfezionista della parola, della dizione, del corpo in scena. Un personaggio detestabile.&lt;br /&gt;Herzog, il regista, pacato, colto, profondo, abile regista, incantatore e narratore. Capace di prendersi carico di difficili scelte, ma mai contraddicendosi. Tremendamente bravo nel domare la belva di Kinski in scena che alle volte rischiava di demolire mesi di riprese  minacciando di andarsene, come fece con altri registi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da vedere di Herzog con Kinski:&lt;br /&gt;-&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aguirre%2C_furore_di_Dio" title="Aguirre, furore di Dio"&gt;Aguirre, furore di Dio&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;-&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fitzcarraldo" title="Fitzcarraldo"&gt; Fitzcarraldo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;-&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nosferatu%2C_principe_della_notte" title="Nosferatu, principe della notte"&gt; Nosferatu, principe della notte&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;- &lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cobra_Verde" title="Cobra Verde"&gt;Cobra Verde&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6930117256238098471-6800814074098884244?l=ilcalibro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcalibro.blogspot.com/feeds/6800814074098884244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6930117256238098471&amp;postID=6800814074098884244' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/6800814074098884244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/6800814074098884244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcalibro.blogspot.com/2007/11/kinski-il-mio-nemico-pi-caro.html' title='Kinski, il mio nemico più caro'/><author><name>MarcoGirardi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14566638275563692648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://img217.imageshack.us/img217/5629/cimg0179largewc6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6930117256238098471.post-3062697915359462053</id><published>2007-11-01T07:03:00.000-07:00</published><updated>2007-11-01T07:18:34.208-07:00</updated><title type='text'>Oggi.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-JKUCcwepXI/Rynf_Kl5mEI/AAAAAAAAAAk/evJQtmFq4Kc/s1600-h/PB010129+%28Large%29.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-JKUCcwepXI/Rynf_Kl5mEI/AAAAAAAAAAk/evJQtmFq4Kc/s320/PB010129+%28Large%29.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127875927006091330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Eccomi.&lt;br /&gt;Uno spazio ampio e terso, l'azzurro che incornicia tutto sopra le teste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Canta la luce in azzurro&lt;br /&gt;nel cuore del giorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6930117256238098471-3062697915359462053?l=ilcalibro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcalibro.blogspot.com/feeds/3062697915359462053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6930117256238098471&amp;postID=3062697915359462053' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/3062697915359462053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/3062697915359462053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcalibro.blogspot.com/2007/11/oggi.html' title='Oggi.'/><author><name>MarcoGirardi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14566638275563692648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://img217.imageshack.us/img217/5629/cimg0179largewc6.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-JKUCcwepXI/Rynf_Kl5mEI/AAAAAAAAAAk/evJQtmFq4Kc/s72-c/PB010129+%28Large%29.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6930117256238098471.post-1155644661367710776</id><published>2007-10-25T00:10:00.000-07:00</published><updated>2007-10-25T00:21:07.042-07:00</updated><title type='text'>Si Parte</title><content type='html'>Starò via fino a martedì prossimo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6930117256238098471-1155644661367710776?l=ilcalibro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcalibro.blogspot.com/feeds/1155644661367710776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6930117256238098471&amp;postID=1155644661367710776' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/1155644661367710776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/1155644661367710776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcalibro.blogspot.com/2007/10/si-parte.html' title='Si Parte'/><author><name>MarcoGirardi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14566638275563692648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://img217.imageshack.us/img217/5629/cimg0179largewc6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6930117256238098471.post-6912754375935775132</id><published>2007-10-23T10:57:00.000-07:00</published><updated>2007-10-23T11:11:42.789-07:00</updated><title type='text'>Intervista di David Cayley a Ivan Illich</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il mito dell'istruzione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;intervista di David Cayley a Ivan Illich &lt;a href="http://www.altraofficina.it/ivanillich/Articoli/mito%20istruzione.htm"&gt;(clicca qui)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6930117256238098471-6912754375935775132?l=ilcalibro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcalibro.blogspot.com/feeds/6912754375935775132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6930117256238098471&amp;postID=6912754375935775132' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/6912754375935775132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/6912754375935775132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcalibro.blogspot.com/2007/10/intervista-di-david-cayley-ivan-illich.html' title='Intervista di David Cayley a Ivan Illich'/><author><name>MarcoGirardi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14566638275563692648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://img217.imageshack.us/img217/5629/cimg0179largewc6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6930117256238098471.post-7302856566953477629</id><published>2007-10-23T05:24:00.000-07:00</published><updated>2007-10-23T05:25:07.842-07:00</updated><title type='text'>Considerazioni</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi chiedo molte volte, alla stregua di Daumal con i lsuo attacco contro l’automatismo, se molti gesti e parole che si sciorinano durante la giornata siano necessari. Il contrario del necessario è l’inutile, o comunque l’inutile porta a togliere senso al senso della giornata, della vita. E allora perché si usa l’inutile, forse perché fa paura star fermi in un luogo invece che affacendarsi in attività che non hanno nessun significato? Direi di sì, non è un caso che quasi tutte le Tradizioni religiose pongano molta attenzione nel sedare e limitare l’angoscia dei pensieri, che corrono come belve all’interno della nostra mente, tramite meditazioni e preghiere profonde.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6930117256238098471-7302856566953477629?l=ilcalibro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcalibro.blogspot.com/feeds/7302856566953477629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6930117256238098471&amp;postID=7302856566953477629' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/7302856566953477629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/7302856566953477629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcalibro.blogspot.com/2007/10/considerazioni.html' title='Considerazioni'/><author><name>MarcoGirardi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14566638275563692648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://img217.imageshack.us/img217/5629/cimg0179largewc6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6930117256238098471.post-2931554843503222455</id><published>2007-10-22T09:09:00.001-07:00</published><updated>2007-10-22T09:12:01.589-07:00</updated><title type='text'>Liberarsi... un pò.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Parrebbe di perdersi all’interno della monotonia della ripetizione, o all’interno della gabbia delle precauzioni. Eppure ogni tanto un audacia, che si celava nelle pieghe del sonno di veglia, si fa largo con l’alabarda delle sue fantasie delle sue voglie potenti, ma anche lievi come farfalle, per riprendersi il suo spazio incrostato dal calcare delle precauzioni e dalle nevrosi della ripetizione.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6930117256238098471-2931554843503222455?l=ilcalibro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcalibro.blogspot.com/feeds/2931554843503222455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6930117256238098471&amp;postID=2931554843503222455' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/2931554843503222455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/2931554843503222455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcalibro.blogspot.com/2007/10/liberarsi-un-p.html' title='Liberarsi... un pò.'/><author><name>MarcoGirardi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14566638275563692648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://img217.imageshack.us/img217/5629/cimg0179largewc6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6930117256238098471.post-7759078689140262963</id><published>2007-10-20T08:48:00.001-07:00</published><updated>2007-10-20T08:49:47.932-07:00</updated><title type='text'>Il tempo.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;E le nostre lunghe memorie cadranno quando il nostro infinito verrà riscosso dal tempo. Il tempo, che ha una fine, ci farà sentire il suo alito solo alla fine. Prima saremo stati amanti dell’infinito, giocheremo e lotteremo credendo di essere invicibili e immortali, e sempre convinti di esercitare la nostra potenza all’interno dei recinti della ragione. Dovremo forse piangere per questo? La risposta, se il tempo ci darà la grazia di formularla, ce la troveremo da soli con a fianco la volontà in armi a sostenerci, oppure ci verrà donata in uno spazio dove l’ego sarà dissolto dal vento infinito. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6930117256238098471-7759078689140262963?l=ilcalibro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcalibro.blogspot.com/feeds/7759078689140262963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6930117256238098471&amp;postID=7759078689140262963' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/7759078689140262963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/7759078689140262963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcalibro.blogspot.com/2007/10/il-tempo.html' title='Il tempo.'/><author><name>MarcoGirardi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14566638275563692648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://img217.imageshack.us/img217/5629/cimg0179largewc6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6930117256238098471.post-7278250752106406556</id><published>2007-10-16T07:26:00.000-07:00</published><updated>2007-10-22T09:12:57.513-07:00</updated><title type='text'>Dall'ospedale.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;Che cosa mi sta succedendo? Questa mattina, dopo che la donna delle pulizie, finendo di resettare la stanza, mi aveva svegliato salutandomi, mi è sorta una strana voglia. Avrei voluto che il mio risveglio fosse avvenuto all’interno di una casa in campagna, e che dopo il risveglio fossi uscito e mi fossi immerso nel bosco rado e potente, che sorgeva proprio vicino a quella casa, per annusare l’aria fresca della mattina che teneva in sé l’aroma dell’erba, della resina degli alberi, del sole e della rugiada che stava ancora abbracciata alle foglie e agli steli, e che, durante, il sole mi facesse sentire la sua presenza con quel suo calore che t’accoglie. Che cosa mi sta succedendo? Forse vorrei essere lì e non qui. Come è consolante, dopo tutto, per me questa semplice e leggera consapevolezza!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6930117256238098471-7278250752106406556?l=ilcalibro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcalibro.blogspot.com/feeds/7278250752106406556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6930117256238098471&amp;postID=7278250752106406556' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/7278250752106406556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6930117256238098471/posts/default/7278250752106406556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcalibro.blogspot.com/2007/10/pensieri-da-un-ospedale.html' title='Dall&apos;ospedale.'/><author><name>MarcoGirardi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14566638275563692648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://img217.imageshack.us/img217/5629/cimg0179largewc6.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
