giovedì 25 ottobre 2007

Si Parte

Starò via fino a martedì prossimo.

martedì 23 ottobre 2007

Intervista di David Cayley a Ivan Illich

Il mito dell'istruzione

intervista di David Cayley a Ivan Illich (clicca qui)

Considerazioni

Mi chiedo molte volte, alla stregua di Daumal con i lsuo attacco contro l’automatismo, se molti gesti e parole che si sciorinano durante la giornata siano necessari. Il contrario del necessario è l’inutile, o comunque l’inutile porta a togliere senso al senso della giornata, della vita. E allora perché si usa l’inutile, forse perché fa paura star fermi in un luogo invece che affacendarsi in attività che non hanno nessun significato? Direi di sì, non è un caso che quasi tutte le Tradizioni religiose pongano molta attenzione nel sedare e limitare l’angoscia dei pensieri, che corrono come belve all’interno della nostra mente, tramite meditazioni e preghiere profonde.

lunedì 22 ottobre 2007

Liberarsi... un pò.

Parrebbe di perdersi all’interno della monotonia della ripetizione, o all’interno della gabbia delle precauzioni. Eppure ogni tanto un audacia, che si celava nelle pieghe del sonno di veglia, si fa largo con l’alabarda delle sue fantasie delle sue voglie potenti, ma anche lievi come farfalle, per riprendersi il suo spazio incrostato dal calcare delle precauzioni e dalle nevrosi della ripetizione.

sabato 20 ottobre 2007

Il tempo.

E le nostre lunghe memorie cadranno quando il nostro infinito verrà riscosso dal tempo. Il tempo, che ha una fine, ci farà sentire il suo alito solo alla fine. Prima saremo stati amanti dell’infinito, giocheremo e lotteremo credendo di essere invicibili e immortali, e sempre convinti di esercitare la nostra potenza all’interno dei recinti della ragione. Dovremo forse piangere per questo? La risposta, se il tempo ci darà la grazia di formularla, ce la troveremo da soli con a fianco la volontà in armi a sostenerci, oppure ci verrà donata in uno spazio dove l’ego sarà dissolto dal vento infinito.

martedì 16 ottobre 2007

Dall'ospedale.

Che cosa mi sta succedendo? Questa mattina, dopo che la donna delle pulizie, finendo di resettare la stanza, mi aveva svegliato salutandomi, mi è sorta una strana voglia. Avrei voluto che il mio risveglio fosse avvenuto all’interno di una casa in campagna, e che dopo il risveglio fossi uscito e mi fossi immerso nel bosco rado e potente, che sorgeva proprio vicino a quella casa, per annusare l’aria fresca della mattina che teneva in sé l’aroma dell’erba, della resina degli alberi, del sole e della rugiada che stava ancora abbracciata alle foglie e agli steli, e che, durante, il sole mi facesse sentire la sua presenza con quel suo calore che t’accoglie. Che cosa mi sta succedendo? Forse vorrei essere lì e non qui. Come è consolante, dopo tutto, per me questa semplice e leggera consapevolezza!