domenica 11 novembre 2007

Canto Gregoriano o Osanna Eh


Quest'oggi mi aggiravavo nei pressi di San Canciano, quando vicino alla chiesa mi son detto andiamo dentro a fare una preghierina. Entrato mi son trovato in una bagarre, gente di tutte le età che cantava al ritmo di chitarra mentre il sacerdote portava in processione il Cristo in croce. Mi son detto che c'azzeccano le chitarre, e che c'azzecca sopratutto il ritmo e il tipo di musica con una chiesa e con il sacro? Sono purtroppo un convinto sostenitore del canto Gregoriano in chiesa o di altra musica liturgica seria, oppure del silenzio se mancano i cantori, solo in queste due opzioni vedo spazio per rendere onore al sacro. Chiediamoci se giova a qualcosa questa spinta postconciliare al chitarrismo dell'Osanna Eh.

mercoledì 7 novembre 2007

Una tazza di caffè

Sembrava impossibile che il cielo si fosse coperto con nuvoloni da pioggia così scuri da far impietrire chiunque. La mattina era stata tremendamente bella, soleggiata e serena, poi all’improvviso un vento da nord ovest era arrivato con impazienza furiosa, accompagnando a passeggio quelle nuvole fino sopra la città. Gli alberi tremavano con scossoni fragorosi, le foglie autunnali si alzavano in turbinii repentini, i cani abbaiavano all’aria quasi che fosse un avversario da aquiterare con un po’ di aggressività e paura. Un vecchio, dalla barba possente e bianca come la spuma del mare, correva proteggendo la sua testa con un giornale, presagiva la pioggia anche se ancora non c’era. Si dirigeva con passo spedito verso una porta di legno scuro con maniglie d’ottone lise, portava con se un grosso librone rilegato in pelle e liso dall’uso. Aprì la porta ed entrò in casa. La stanza era grande dieci passi per lato; librerie, zeppe di libri di ogni tipo, ad ogni lato ne facevano la tapezzeria, una stufa di metallo scuro come la pece scopiettava regalando un piacevole profumo di legna resinosa, a fianco un cestino pieno di legane pigne contornava qull’angolo della stanza.

Il vecchio dopo due colpi di tosse, prese una caffettiera la riempì d’acqua e di caffe, e la mise sopra la stufa.


(continua)

venerdì 2 novembre 2007

Kinski, il mio nemico più caro


Kinski, attore imprevedibile, tormentato e tremendo tormentatore, capace di urlare ininterrottamente per 48 ore per un nonnulla che scalfisse il suo egocentrismo, era capace di assorbirsi totalmente nelle fibre del personaggio che doveva impersonificare caricandolo di estreme profondità inaspettate. Mago nero, mai figurante, ma sfigurato quello sì. Un vortice di energia urlante e graffiante, sempre in bilico nella sua nevrosi. Perfezionista della parola, della dizione, del corpo in scena. Un personaggio detestabile.
Herzog, il regista, pacato, colto, profondo, abile regista, incantatore e narratore. Capace di prendersi carico di difficili scelte, ma mai contraddicendosi. Tremendamente bravo nel domare la belva di Kinski in scena che alle volte rischiava di demolire mesi di riprese minacciando di andarsene, come fece con altri registi.



Da vedere di Herzog con Kinski:
-Aguirre, furore di Dio
- Fitzcarraldo
-
Nosferatu, principe della notte
- Cobra Verde


giovedì 1 novembre 2007

Oggi.


Eccomi.
Uno spazio ampio e terso, l'azzurro che incornicia tutto sopra le teste.

Canta la luce in azzurro
nel cuore del giorno.